Lettera n. 1529

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Polverino, Francesco
Data
3 marzo 1595
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Napoli
Lingua
italiano
Incipit
Desidero che Vostra Signoria m'avvisi per quale strada
Regesto

Come già in Lettere, ed. Guasti, 1528, Tasso chiede notizie all'abate Francesco Polverino della polizza di cambio con cui veniva corrisposta al poeta la somma annuale di duecento ducati pagati dal principe di Avellino, Camillo Caracciolo II, quale accordo per la conclusione della lite sulla dote della madre di Tasso. Dell’invio di questo documento Tasso aveva ricevuto avviso dagli avvocati del principe, ma ancora non lo aveva ricevuto, pertanto desidera sapere per quale via e tramite quale persona sia stato inviato a Roma. Nel sollecitare tali informazioni egli afferma di sentirsi prossimo alla morte e si paragona ad Arnaldo Guglielmo Barbazan, ciambellano del re Carlo VII, che morì in seguito a delle ferite riportate in battaglia dopo sei mesi di agonia. Tasso inoltre chiede maggiori informazioni sulla materia della raccolta di rime che l’abate Polverino stava allestendo, così da poter essere più preciso nella composizione dei sonetti che aveva promesso di scrivere in lode di tale silloge (cfr. Lettere, ed. Guasti, 1524, datata 20 gennaio 1595).

Testimoni
  • New York, The Morgan Library, MA 462, lettera n. 31, 122r-123v
    Originale, manoscritto autografo.
    Unità di manoscritto composito.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, indirizzo su busta, segni di piegatura, segno di sigillo.
  • Bergamo, Biblioteca civica Angelo Mai e Archivi storici comunali, Cass. 6.15, lettera n. 102, 124r
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Unità di manoscritto composito.
    Indirizzo presente.
    Note: In corrispondenza della parola «barchegiando» nel corpo della lettera è presenta un segno di rimando al margine inferiore, dove è presente la postilla del copista: «La parola che non può leggersi, o per di meglio, intendervi, va scritta con questi istessi caratteri "Barberano a piedi"», in cui la parola "Barberano" tenta di riprodurre la grafia dell'antigrafo. A c. 117r, ad introduzione delle copie di lettere che vanno da c. 118r a 126v, è presente l'annotazione: «Nella copia delle lettere si è cercato in ogni parte conformarsi coll'originale; e qualunque diversità, o difetto, non si ha da stimare colpa di chi ha copiato; ancorache il carattere non sia eccellente. Nelle soprascritte si è lasciato di copiar, in Napoli, che perciò vi ciasciuno ce l'havessi da aggiungere. Molti luoghi sono stati difficili a interpretarsi; ma due solamente, ne meno il Singor Horatio ha potuto intendere, che perciò non si sono trascritti, ma dipinti nel modo, che qui si vede. | alla carta 5a in tanto "Gettero" [riproduzione calligrafica con lettera sovrascritta all'iniziale, n.d.r.] | alla carta 11 a tratto ___ "o Barberano a piede" [riproduzione calligrafica, n.d.r.]».
  • Bergamo, Biblioteca civica Angelo Mai e Archivi storici comunali, Cass. 6.15, lettera n. 137, 137v
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Unità di manoscritto composito.
    Indirizzo presente.
    Note: A c. 142r, in conclusione del gruppo di lettere scritte da c. 127r a c. 142r, è presente la seguente attestazione di autografia degli antigrafi: «Queste copie di lettere in numero quarantasei, si sono riscontrate con ciascuna de' loro originali, con diligenza e fedeltà: i quali originali sono di mano propria del Tasso e si conservano in Napoli appresso i Signori Nipoti, et heredi del Signor Abate Polverino, e in testimonianza del vero Noi qui sottoscritti ne facciamo fede. In Napoli 23 gennaio 1632. Io Gio. Camillo Gloriosi | Io Horatio da Feltro faccio fede di quanto di sopra».
  • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10975, lettera n. 38, 29r-v
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto.
  • Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Palatino 223, lettera n. 240, cc. 267-268
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto.
    Lettera firmata, indirizzo presente.
    Note: Alla c.267, il passaggio dall’incipit a «non ho inteso cosa alcuna» è evidenziato tramite un tratteggio in rosso lungo il margine destro. Ancora alla c.267, «morendo» viene corr. con «stancando» (soprascr. e di altra mano rispetto a quella che trascrive la lettera); dopo «morendo» si trova un asterisco e del tratteggio, quasi dovesse essere fatta un’integrazione ma il passaggio resta vuoto fino a «tutto canuto».
  • Milano, Archivio storico civico e Biblioteca trivulziana, Triv. 116, lettera n. 32, 57r
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto.
    Lettera firmata, indirizzo presente.
  • Roma, Biblioteca nazionale centrale, V. E. 207, lettera n. 31, 26v
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto.
Edizioni
Nomi citati

Scheda di Francesco Amendola | Ultima modifica: 27 dicembre 2023
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/1529