Lettera n. 1290
- Mittente
- Tasso, Torquato
- Destinatario
- Polverino, Francesco
- Data
- 6 dicembre 1590
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Napoli
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Se il mio ricadere fosse simile a quel d'Anteo, io dovrei essere il più gagliardo
- Regesto
Ricorrendo a una comparazione di uguaglianza negata, Tasso si paragona al gigante Anteo, affermando che se avesse avuto la capacità di rinvigorirsi con la caduta, allora sarebbe stato il più forte di tutti gli uomini. La sua forza però proviene tutta da Dio e non dalla terra, cioè dagli uomini. Parafrasando dunque un noto versetto evangelico (Matteo 26,41) il poeta afferma che il suo animo è pronto ad affrontare la morte, ma il suo corpo è debole per l’infermità e l’indigenza. Tuttavia, continua a sperare nella benevolenza dei nobili napoletani, chiedendo che siano concordi nell’aiutarlo a tornare a Napoli in virtù della sua ascendenza napoletana per parte materna, rimarcata con un gioco di parole («patria/matria») tratto da Platone e con il fermo proposito (sottolineato dalla citazione petrarchesca di Rvf 126, v. 26) di essere sepolto nella città dove ha trascorso la sua fanciullezza. Al fine di suscitare la pietà dei destinatari Tasso si descrive in condizioni di estrema indigenza, solo e gravemente infermo, a tal punto da temere per la propria vita e di non riuscire a fare la riverenza al nuovo papa Gregorio XIV e nemmeno a rivedere Napoli. Egli sollecita quindi che i nobili napoletani, tra cui Matteo Di Capua, Conte di Palena, Vincenzo e Pietro Antonio Caracciolo, Ascanio Pignatelli e Oratio Feltro, si risolvano a soccorrerlo chiedendo al destinatario di fargli pervenire qualche lettera di raccomandazione da parte loro. Infine chiede notizia di due lettere inviate al duca di Termoli, Ferrante Di Capua, e a Matteo Di Capua.
- Testimoni
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New York, The Morgan Library, MA 462, lettera n. 9, 81r-82v; 116r-v
Originale, manoscritto autografo.Unità di manoscritto composito.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, indirizzo su busta, segni di piegatura.Note: Il poscritto della lettera si legge a c. 116r
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Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10975, lettera n. 16, 14v-15r
Copia, manoscritto di altra mano.Manoscritto.Indirizzo presente.
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Bergamo, Biblioteca civica Angelo Mai e Archivi storici comunali, Cass. 6.15, lettera n. 112, 129v-130v
Copia, manoscritto di altra mano.Unità di manoscritto composito.Indirizzo presente.Note: A c. 142r, in conclusione del gruppo di lettere scritte da c. 127r a c. 142r, è presente la seguente attestazione di autografia degli antigrafi: «Queste copie di lettere in numero quarantasei, si sono riscontrate con ciascuna de' loro originali, con diligenza e fedeltà: i quali originali sono di mano propria del Tasso e si conservano in Napoli appresso i Signori Nipoti, et heredi del Signor Abate Polverino, e in testimonianza del vero Noi qui sottoscritti ne facciamo fede. In Napoli 23 gennaio 1632. Io Gio. Camillo Gloriosi | Io Horatio da Feltro faccio fede di quanto di sopra».
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Bergamo, Biblioteca civica Angelo Mai e Archivi storici comunali, Cass. 6.15, lettera n. 173, 152v-153r
Copia, manoscritto di altra mano.Unità di manoscritto composito.Indirizzo presente.
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Palatino 223, lettera n. 215, cc. 248-250
Copia, manoscritto di altra mano.Manoscritto.Lettera firmata, indirizzo presente.Note: Alla c.249, all'altezza di «Platone» e, più in basso, di «mi giaccio in un povero letto», si notano rispettivamente due manicule sul margine destro (probabilmente entrambe di altra mano rispetto a quella che trascrive la lettera). Alla c.250, «d’altro affare»: altro sottolineato, sul margine sinistro si legge la lezione corretta: «alto»; «duca di «Termini», che è lezione soprascritta a una precedente illeggibile e riproposta per chiarezza al margine sinistro.
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Palatino 223, lettera n. 284, cc. 322-324
Copia, manoscritto di altra mano.Manoscritto.Indirizzo presente.Note: Alla c.291 si legge un titolo introduttivo valido per un gruppo di lettere in cui la seguente è inclusa: «Lettere di Torquato Tasso scritte al Signor Giovan Battista Manso e ad altri Signori Napolitani». Alla c.323, all’altezza di «in un povero letto», si nota una manicula sul margine destro.
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Milano, Archivio storico civico e Biblioteca trivulziana, Triv. 116, lettera n. 7, 43v-44r
Copia, manoscritto di altra mano.Manoscritto.Lettera firmata, indirizzo presente.
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Roma, Biblioteca nazionale centrale, V. E. 207, lettera n. 7, 7r-8v
Copia, manoscritto di altra mano.Manoscritto.
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New York, The Morgan Library, MA 462, lettera n. 9, 81r-82v; 116r-v
- Edizioni
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- Tasso 1821-1832, lettera n. 221, V, pp. 202-203
- Tasso 1822, lettera n. 24, p. 124
- Tasso 1852-1855, lettera n. 1290, V, pp. 17-19
- Bibliografia
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- Solerti 1892 = Angelo Solerti, Appendice alle Opere in prosa di Torquato Tasso, Firenze, Successori Le Monnier, 1892, p. 93, p. 104
- Resta 1957b = Gianvito Resta, Studi sulle lettere del Tasso, Firenze, Le Monnier, 1957, p. 171, p. 176, pp. 179-182, p. 203 e n.
Scheda di Francesco Amendola | Ultima modifica: 12 febbraio 2024
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/1290