XX
Descrive che 'l pensiero gli descrive la bellezza de la sua Donna e s'unisce con lei in guisa che gliela rende sempre presente.
De la vostra bellezza il mio pensiero
Vago, men bello stima ogn'altro obietto;
E se di mille mai finge un aspetto,
4Per agguagliarlo a voi, non giunge al vero.
Ma se l'Idolo vostro ei forma intero,
Prende da sì bell'opra in sé diletto;
E 'n lui pur giunge forze, al primo affetto,
8La nova maraviglia, e 'l magistero.
Fermo è dunque d'amarvi, e se ben v'ama
In se stesso, et in voi non si divide,
11Ma con voi ne l'amar s'unisce in guisa,
Che non sete da lui giamai divisa
Per tempo o loco; e mentre ei spera e brama,
14Vi mira, e mirerà, qual prima ei vide.
- [1]. Assomiglia il pensiero al pittore convenevolmente, perchè la fantasia o la memoria, come dice ARISTOTELE, è simile ad una pittura ne la quale se per vecchiezza alcuna volta si cancellano l'imagini, bisogna rinovarle. San BASILIO similmente assomiglia l'intelletto al pittore, altri a lo scrittore, il PETRARCA a questo e a quello, come in que' versi «C'haver dentro a lui parme | Un che Madonna sempre | Dipinge, e di lui parla; | A voler poi ritrarla, | Per me non basto; e par ch'io me ne stempre». Et in quegli altri «Ma molte cose ne la mente scritte | Vo trapassando, e sol d'alcune parlo». E per mente in questo luogo intende la materiale, o la memoria, ne la quale scrive l'intelletto agente.
- 3-4. «E se di mille mai finge un aspetto | Per agguagliarlo a voi, non giunge al vero»: Zeusi da cinque donne prese l'essempio in Crotone per formar la sua imagine, ma il pensiero da mille; nondimeno confessa ch'egli sia vinto nel suo magistero.
- 5a. «Ma se l'Idolo vostro»: si compiace de la bellezza de la sua Donna come d'opera propria e d'imaginatione fatta da lui.
- 9a. «Fermo è dunque d'amarvi»: perchè l'amore è habito, come dice san TOMASO. Et in questo luogo il Poeta non si numera fra gli incontinenti, come negli altri. [9b-10a] E se ben v'ama in se stesso, et muor in se stesso, ciò è ne imaginatione intellettuale ch'egli ha formata.
- 10b. «et in voi»: ne la vostra propria bellezza non si divide, cioè non ama sensualmente, come si dichiarerà ne' Dialoghi delle Quistioni Amorose.
- 11. «Ma con voi ne l'amar s'unisce in guisa»: l'amore intellettuale segue la cognitione de l'intelletto, ma de l'intelletto e de la cosa intesa, o de la specie intelligibile, come di ARISTOTELE nel terzo de l'Anima«Fit magis unum quam ex materia, et forma». Grandissima visione adunque è quella tra l'intelletto e la forma, ch'egli intende non minore tra la volontà e la cosa amata ne l'amore intellettuale: laonde si può chiamar più tosto desiderio d'unità, che d'unione, come si discorre altrove.