Lettera n. 832

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Licino, Giovanni Battista
Data
12 giugno 1587
Luogo di partenza
Mantova
Luogo di arrivo
Bergamo
Lingua
italiano
Incipit
Io aspettava danari, e voi non mandate né danari né parole
Regesto

Tasso attende da Giovanni Battista Licino alcuni denari utili alla sua venuta a Bergamo (cfr Lettere, ed. Guasti, 713, 819): purtroppo il poeta ne è ancora sprovvisto e lamenta di non ricevere dal corrispondente né denari né lettere. Tra l’altro, non essendo presente in Mantova il principe Vincenzo Gonzaga, Tasso pensa che non avrebbe il permesso di partire ma tenterà di parlarne con dei «signori». Desidererebbe molto andare a Genova, ma ha coscienza dei tanti impedimenti che potrebbero frapporsi. Afferma che non necessita più di camicie, essendogliene state donate sei, ma ha bisogno «di moccichini e di drappi». Scrive al corrispondente che le sue promesse «vanno tutte in fumo» e così pure sarà della carrozza che dovrebbe condurlo a Bergamo (e cui dovrebbe provvedere Enea Tasso: (vd. Lettere, ed. Guasti, 841). Chiude la missiva chiedendo notizia della sorte dei suoi dialoghi, in vista di una ristampa (vd. Lettere, ed. Guasti, già almeno 824, 825, 827).

Testimoni
  • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10977, lettera n. 89, c. 58r
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto.
    Indirizzo presente.
  • Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Palatino 223, lettera n. 98, c. 113
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto.
    Indirizzo presente.
    Note: Alla c.113, il passaggio da «vedrò quel che» a «grandissimo disagio» è evidenziato lateralmente con una riga rossa, sul margine destro.
Edizioni
Bibliografia
  • Resta 1957b = Gianvito Resta, Studi sulle lettere del Tasso, Firenze, Le Monnier, 1957, p. 174
Nomi citati

Scheda di Martina Caterino | Ultima modifica: 04 gennaio 2024
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