Lettera n. 713
- Mittente
- Tasso, Torquato
- Destinatario
- Licino, Giovanni Battista
- Data
- 18 dicembre 1586
- Luogo di partenza
- Mantova
- Luogo di arrivo
- Bergamo
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Ebbi il libro de le rime, e ringrazio Vostra Signoria
- Regesto
Tasso scrive a Giovanni Battista Licino di aver ricevuto il suo libro di rime, alludendo a una serie di modifiche che intende apporvi; tra l’altro, non gradisce l’ordine nel quale le rime si presentano, per cui la fatica del corrispondente a questo proposito è stata vana. Avrebbe voluto ricevere dal Licino anche i suoi scritti in prosa, tra cui i discorsi poetici (Discorsi dell’arte poetica), in mano proprio del Licino, secondo quanto informa Scipione Gonzaga . Vorrebbe avere buone notizie relative al cardinalato di quest’ultimo e spera che, tra i futuri porporati, ci sia qualcuno disposto a sostenerlo economicamente. I nuovi cardinali, specifica Tasso, sono tuttavia i più poveri, mentre i più vecchi sono i più ricchi e a questi non nuocerebbe tanto sostentarlo «nell’ozio letterato», anche se decidesse di andare a Roma. Il Gonzaga rientrerebbe nella categoria dei più benestanti ma non deve essere desideroso di uomini di poco valore, quale Tasso si ritiene. Gli «offici» del «Signor Maurizio» (Cataneo) potrebbero però spronarlo a proteggere il poeta. La volontà del Tasso di partire (per Bergamo) deve essere avallata dallo stesso Scipione Gonzaga, dal consiglio del Licino e dal volere di Vincenzo Gonzaga, principe di Mantova. Tasso si dichiara infine molto occupato e in condizioni di salute non ottimali, come il corrispondente già sa, per cui la settimana seguente non potrà dedicarsi ai suoi sonetti. Loda il carattere del fratello del corrispondente, Fermo Licino, ammettendo che avrebbe gradito amicizie nel bergamasco in grado di aiutarlo nelle proprie «fatiche»; lamenta di non avere autorità con i principi, di non aver mai goduto di grande fortuna presso di essi e non spera di averne senza il supporto di alcuni amici. Saluta il corrispondente, Ercole Tasso e il conte Giovanni Paolo (forse il Calepio), ribadendo la familiarità con la città di Bergamo, che considera sua patria in primis in virtù del padre Bernardo.
- Testimoni
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Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10977, lettera n. 73, cc. 50v-51r
Copia, manoscritto di altra mano.Manoscritto.Indirizzo presente.
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Palatino 223, lettera n. 90, cc. 104-106
Copia, manoscritto di altra mano.Manoscritto.Indirizzo presente.Note: Alla c. 105, all’altezza di «Cardinal Gonzaga» e, più avanti, di «l’origine da Bergamo», sul margine destro si nota rispettivamente una manicula.
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Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10977, lettera n. 73, cc. 50v-51r
- Edizioni
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- Tasso 1821-1832, lettera n. 97, V, pp. 96-97
- Tasso 1852-1855, lettera n. 713, III, pp. 103-104
- Bibliografia
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- Resta 1957b = Gianvito Resta, Studi sulle lettere del Tasso, Firenze, Le Monnier, 1957, p. 174
- Opere citate
Scheda di Martina Caterino | Ultima modifica: 04 gennaio 2024
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