Lettera n. 437

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Tasso, Enea
Data
10 novembre 1585
Luogo di partenza
Ospedale di Sant'Anna (Ferrara)
Luogo di arrivo
Bergamo
Lingua
italiano
Incipit
È passato un mese, e tosto passerà l'altro
Regesto

Torquato scrive a Enea Tasso del fatto che sia ormai passato un mese da quando Giovanni Battista Licino gli mostrò una lettera sua ma non di suo pugno, non potendo egli scrivere a causa di un infortunio a cavallo. Nella missiva in questione era scritto che un fratello di Enea (non specificato) aveva supplicato «Sua Altezza» (forse intende il duca Alfonso II) perché lui gli fosse «conceduto»: il poeta lamenta tuttavia che non ci siano stati cambiamenti e che anzi le sue condizioni stiano notevolmente peggiorando, anche a causa di un «diavolo» che, mentre dorme, pare gli rubi i suoi denari. Temendo possa sottrargliene degli altri, Tasso invia i restanti denari di cui dispone – che aveva percepito da Ferrante Gonzaga principe di Molfetta, da Vincenzo Gonzaga principe di Mantova, da Paolo Grillo fratello di Angelo, e dal marchese Filippo d’Este – al Licino e prega Ercole che gli confermi di averli avuti. Tasso moltiplicherebbe le preghiere al corrispondente ma crede sia sufficiente ricordare l’amicizia tra i loro padri, in nome della quale il poeta crede che Enea non si risparmierà in raccomandazioni a favore della sua liberazione da Sant'Anna.

Testimoni
  • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10977, lettera n. 56, c. 44r-v
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto.
    Indirizzo presente.
  • Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Palatino 223, lettera n. 81, cc. 98-100
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto.
    Indirizzo presente.
    Note: Alla c. 99, quasi interamente lungo le righe della lettera, si nota un tratteggio rosso che corre sul margine destro.
Edizioni
Nomi citati

Scheda di Martina Caterino | Ultima modifica: 29 settembre 2024
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/437