Lettera n. 1479
- Mittente
- Tasso, Torquato
- Destinatario
- Feltro, Orazio
- Data
- 10 dicembre 1593
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Napoli
- Lingua
- italiano
- Incipit
- A l'ultima lettera di Vostra Signoria non ho prima data
- Regesto
Tasso scrive a Orazio Feltro di non aver aspettato a rispondergli all’ultima sua missiva perchè avrebbe voluto allegare alla sua risposta «il libro stampato» («è finalmente uscita in luce la mia Gerusalemme Conquistata»: vd. Lettere, ed. Guasti, 1477 e 1478). Il poeta ne invia due copie, affinché il corrispondente ne conservi una per memoria di Tasso stesso e possa donare l’altra a chi preferisca. Tasso vi avrebbe fatto «menzione di molti», ma il corrispondente né altri vollero consigliarlo: «ora si contenti d'essere stata lasciata addietro con molti altri», scrive il poeta, sperando che comunque nessuno gli rivolga del rancore.
Tasso si dimostra inoltre impaziente dell'«ultima sentenza» relativa alla dote materna «benché non sia ancora data la prima». Confessa al Feltro di aver scritto a molti principi potenti e influenti per procurarsi i denari necessari a pagare procuratori e avvocati. Non sa quale decisione prenderanno in merito e, se gli negassero aiuto, il poeta confiderebbe ancora nel supporto di alcuni signori napoletani, sia quelli «co' quali non ho voluto inimicizia» che quelli «con i quali avrei litigato volentieri». Non conta neanche quanti siano, perché sono nominati nel suo libro (Gerusalemme Conquistata) o «almeno dimostrati a segno con la menzione de l’arme, e de l’origine, e de la casa»: non ha incluso il corrispondente né Fulvio Costanzo.
Tasso garantisce che scriverà qualche composizione in morte della consorte dello stesso Costanzo, Beatrice del Tuffo, benché non ne conosca età o qualità, elementi consueti di cui «sogliono vestirsi e prender ornamento le poesie» (cfr Rime, 1567, Era Beatrice, era il Costanzo insieme; Rime, 1568, Tardi, Costanzo, a lagrimar risorgo). Gli chiede infine di avvisarlo su quanto possa fare per vincere la causa relativa alla dote materna e se qualcuno dei signori napoletani gradirebbela sua opera come ringraziamento per atti di cortesia nei suoi riguardi. Intanto, vorrebbe avere prima conferma della ricevuta dei due libri che spedisce con la seguente missiva e che, contenendo molti errori, verranno corredati da una serie di correzioni.
- Testimoni
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Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10977, lettera n. 186, cc. 112v-113r
Copia, manoscritto di altra mano.Unità di manoscritto composito.Note: A c. 98r si legge (forse di mano di Marcantonio Foppa): «Lettere del Signor Torquato Tasso, scritte a Napoli | Al Signor Horazio Feltro, copiate, di mia mano, | dagli originali, mandatimi da 'l medesimo Signor Feltro».
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Palatino 223, lettera n. 196, cc. 203-204
Copia, manoscritto di altra mano.Manoscritto.Indirizzo presente.Note: Alla c.179, si legge una sorta di titolo introduttivo per un gruppo di lettere di cui la seguente evidentemente fa parte: «Lettere del Signor Torquato Tasso scritte a Napoli al Signor Orazio Feltro copiate dal Signor Marcantonio Foppa dagli originali mandatigli dal medesimo Signor Feltro». Alla c.203, il passaggio da «la publicazione è stata molto» a «ne mando due a» è evidenziato tramite un tratto rosso verticale sul margine destro.
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Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10977, lettera n. 186, cc. 112v-113r
- Edizioni
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- Tasso 1821-1832, lettera n. 204, V, pp. 185-187
- Tasso 1852-1855, lettera n. 1479, V, pp. 163-164
- Nomi citati
Scheda di Martina Caterino | Ultima modifica: 26 dicembre 2023
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/1479