Lettera n. 1419

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Manso, Giovanni Battista
Data
4 settembre 1592
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Napoli
Lingua
italiano
Incipit
Vostra Signoria tanto più accresce gli oblighi miei
Regesto

Tasso scrive a Giovan Battista Manso, lodando la sua cortesia e liberalità. Gli invierà un dialogo sull’amicizia (Il Manso overo de l'amicitia) tramite don Scipione Belprato, «e ‘l consacrerò a la memoria immortale di Vostra Signoria» (infatti da egli prende il titolo). Elogia la virtù del Manso, soprattutto perché non ha rifiutato l’amicizia «d’uno infelice o più tosto d’uno sfortunato gentiluomo», quale Tasso si ritiene. Il poeta prega Manso di aiutarlo e sostenerlo ma non al punto che la propria sciagura possa intaccare la sua serenità. Il poeta lamenta infermità e povertà, e se la cortesia dei signori napoletani potrà in certa misura alleggerirlo dal peso del malessero, «crederò che nel mondo sia rimaso almeno alcun vestigio di virtù». Accenna alla causa relativa alla dote materna, sperando di avere presto notizie da lui o da Fabrizio (Feltro). Invia al corrispondente un nuovo sonetto (Rime, 1552, In un bel prato, e tra bei fiori, e l’erbe per Manso e la consorte Costanza Belprato). Ha desiderio di venire a Napoli «come l'anime ben disposte del paradiso». Chiede infine al Manso di andare a visitare a suo nome Orazio (Feltro), infermo, al quale augura di recuperare più ottimali condizioni di salute.

Testimoni
  • Bergamo, Biblioteca civica Angelo Mai e Archivi storici comunali, Cass. 6.15, lettera n. 161, 147r-v
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Unità di manoscritto composito.
    Indirizzo presente.
    Note: In calce alla lettera segue la trascizione di Rime 1552.
  • Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Palatino 223, lettera n. 272, cc. 304-306
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto.
    Indirizzo presente.
    Note: Alla c.291 si legge un titolo introduttivo valido per un gruppo di lettere in cui la seguente è inclusa: «Lettere di Torquato Tasso scritte al Signor Giovan Battista Manso e ad altri Signori Napolitani». Alla c.305, all’altezza di «virtù, ch’io ho molto anni…» si nota una manicula sul margine destro; più in basso, «altra speranza da sollevarsi» con la «v» di sollevarsi per corr. su lezione recedente non chiara. A seguire la missiva, si legge integralmente il sonetto In un bel prato, e tra bei fiori, e l’erbe (Rime 1552).
  • Bergamo, Biblioteca civica Angelo Mai e Archivi storici comunali, Serassi 68.R.2 (2)
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto.
Edizioni
Bibliografia
  • Resta 1957b = Gianvito Resta, Studi sulle lettere del Tasso, Firenze, Le Monnier, 1957, p. 176
Opere citate

Rime. Parte seconda; Il Manso overo de l'amicizia

Nomi citati

Scheda di Martina Caterino | Ultima modifica: 14 gennaio 2024
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/1419