Lettera n. 1409

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Manso, Giovanni Battista
Data
24 luglio 1592
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Napoli
Lingua
italiano
Incipit
Io non so come possa costringer Vostra Signoria
Regesto

Tasso scrive a Giovan Battista Manso, non sapendo come costringerlo a dargli risposta, se non chiedendogli qualche favore o qualche dono, sperando che «un gentilissimo cavaliero» come il Manso non voglia essere supplicato vanamente da un «poeta eccellente» quale Tasso dice di essere. Gli chiede un parere suo e «di qualche suo avvocato» circa la causa relativa alla dote materna. Tra l'altro, lo informa del fatto che, nel suo poema (ormai Gerusalemme Conquistata), per due importanti cavalieri ha scelto rispettivamente un membro della famiglia dei Loffredi, in omaggio alla madre (Vittoria Loffredo), e uno della famiglia dei Belprato, in omaggio alla consorte (Costanza Belprato) del Manso stesso. Non ha citato la famiglia del corrispondente perché ritiene che la sua virtù meriti lodi maggiori. Tasso invita Manso a leggere il sonetto allegato alla missiva (deve alludere a Rime, 1550, Manso, non fur le mie venture affisse), sperando di restare nelle grazie sue, della madre (Vittoria Loffredo) e della consorte (Costanza Belprato); chiede infine di essere raccomandato a Orazio Feltro.

Testimoni
  • Bergamo, Biblioteca civica Angelo Mai e Archivi storici comunali, Cass. 6.15, lettera n. 158, 145v-146r
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Unità di manoscritto composito.
    Indirizzo presente.
    Note: In calce alla lettera segue la trascrizione di Rime 1550.
  • Bergamo, Biblioteca civica Angelo Mai e Archivi storici comunali, Cass. 6.15, lettera n. 184, 157v-158r
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Unità di manoscritto composito.
    Indirizzo presente.
    Note: In calce alla lettera segue la trascrizione di Rime 1550.
  • Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Palatino 223, lettera n. 269, cc. 299-300
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto.
    Indirizzo presente.
    Note: Alla c.291 si legge un titolo introduttivo valido per un gruppo di lettere in cui la seguente è inclusa: «Lettere di Torquato Tasso scritte al Signor Giovan Battista Manso e ad altri Signori Napolitani». Alla c.299, all’altezza di «un Poeta eccellente com’io sono» si nota una manicula sul margine destro. Dopo la lettera, alla c.300, si legge il sonetto Manso, non fur le mie venture affisse (Rime 1550).
Edizioni
Bibliografia
  • Resta 1957b = Gianvito Resta, Studi sulle lettere del Tasso, Firenze, Le Monnier, 1957, p. 176
Opere citate

Rime. Parte seconda

Nomi citati

Scheda di Martina Caterino | Ultima modifica: 14 gennaio 2024
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/1409