Lettera n. 1277

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Costantini, Antonio
Data
12 settembre 1590
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Mantova
Lingua
italiano
Incipit
Rispondo infermo ad infermo; ma Vostra Signoria per gratia d'Iddio risorgerà
Explicit
qualche favore oltre la mia speranza, ne ringratierò Iddio il qual sia sempre laudato.
Regesto

All'amico infermo risponde dal letto della sua malattia, che lo opprime gravemente da quindici giorni e gli fa ricordare i malanni patiti dal cavalier Scipione Sacrato. Ribatte a quanti lo accusano di andare trascurato ricordando che non gli manca certo la memoria di come di porta un gentiluomo, ma le condizioni economiche lo costringono a una vita misera: ha dovuto anche fare sacrifici sul cibo ma, ribadisce, non intende lesinare, per quanto possibile, nell'acquisto di libri. Questi infatti gli servono o per imparare cose nuove o per ritornare a letture passate. A questo proposito chiede di poter ricevere l''Italia liberata dai Goti' del Trissino, il 'Girone' e l''Avarchide' dell'Alamanni, e l''Eneide' tradotta dal Caro. Ragguaglia sulle sue magre entrate, ossia i cinquanta scudi ricevuti dal duca di Bracciano e altrettanti dal Granduca, che tuttavia avrebbe potuto essere più generoso, viste le composizioni dedicategli. Tra l'altro, proprio con l'orazione scritta al proposito si è talmente esposto da porsi in cattiva luce con il duca di Ferrara e a dover rinunciare alla grazia degli altri signori lombardi. Aspetta un riscontro dalla duchessa, alla quale ha domandato un letto, una scodella d'argento e un bacino, auspicando il sostegno di Fabio Gonzaga; questi doni si aggiungerebbero alle due coppe già ricevute. Della sua sfortuna, anzi della sua disperazione, torna a lamentarsi, sconsolato, costatando l'inutilità di due scritti, uno in versi e uno in prosa, che invocavano clemenza. Solo della stampa delle sue opere gli importa veramente: non avendo di suo per pagare l'edizione, avrebbe voluto affidarla ad un amico, che poi avrebbe trattenuto la sua parte dalle vendite. Per quanto attiene i privilegi ritiene che possano bastare quelli chiesti al papa, al re, ai veneziani e al granduca; al re in particolare si potrebbe indirizzare qualche componimento, da consegnare nelle mani dell'ambasciatore di Toscana.

Edizioni
Opere citate

Il Costante overo de la clemenza

Nomi citati

Scheda di Roberta Ferro | Ultima modifica: 13 gennaio 2024
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/1277