Lettera n. 1233
- Mittente
- Tasso, Torquato
- Destinatario
- Feltro, Orazio
- Data
- 12 marzo 1590
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Napoli
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Il signor Francesco Spolverino con la sua cortese visita
- Regesto
Tasso scrive a Orazio Feltro della visita ricevuta da Francesco Polverino tramite cui ha acquisito nuova speranza di non essergli «venuto in odio». Il poeta insiste dunque col corrispondente per avere una risposta da parte sua, e se gli domandasse anche le risposte che ugualmente attende dal conte di Paleno Matteo di Capua temerebbe di affaticarlo. Chiede al corrispondente e agli «altri» (gentiluomini napoletani) che non vogliano impedire la «giustizia» del re (di Spagna, Filippo II) e che a sua volta questa non ostacoli la loro cortesia. Tasso, deciso a risolvere la causa relativa alla dote materna, informa che avrebbe inviato la missiva del re (di Spagna, Filippo II) al viceré (di Napoli, Juan de Zúñiga y Avellaneda/Giovanni di Zunica), se avesse trovato qualcuno tramite cui farla recapitare (cfr Lettere, ed. Guasti, 1211): l’avrebbe portata lui medesimo, «se molti m’avessero invitato». Scriverebbe spesso composizioni in lode di «cotesti miei signori» se si accontentassero di testi brevi, ma «con un maraviglioso silenzio mi son negate tutte le cose». Dopo aver ribadito le sue difficoltà economiche e la necessità di un servitore d «d'esser vestito», Tasso chiude la missiva informando di non essere andato a Mantova, anche se crede che molto gli sarebbe stato opportuno il dono di un cavallo promessogli (dal principe di Bisignano, secondo Guasti: Lettere, ed. Guasti, 1233, p. 290 n.1). Aggiunge che né le sue rime, né «altra cosa», sono stampate (vd. Lettere, ed. Guasti, 824, 825, 827, 832 e 837) e si rallegrerà di chi intercederà in suo favore perché ottenga il privilegio di stampa da «Sua Eccellenza» (forse il viceré di Napoli, Juan de Zúñiga y Avellaneda/Giovanni di Zunica).
- Testimoni
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Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10977, lettera n. 173, cc. 106v-107r
Copia, manoscritto di altra mano.Unità di manoscritto composito.Note: A c. 98r si legge (forse di mano di Marcantonio Foppa): «Lettere del Signor Torquato Tasso, scritte a Napoli | Al Signor Horazio Feltro, copiate, di mia mano, | dagli originali, mandatimi da 'l medesimo Signor Feltro». Annotazione del copista a c. 105r: «Dietro quella lettera che comincia Il Signor Francesco Spolverino sono scritte queste parole di mano del medesimo Tasso. | e molto meno ch'egli sia fatto doppo queste cose materiali, essendo lui il primo effetto visibile, de la prima cagione invisibile. Lascisi dunque luogo a la Fortuna ne la mistione de gli elementi, se pur alcun luogo se le dee concedere».
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Palatino 223, lettera n. 184, cc. 190-191
Copia, manoscritto di altra mano.Manoscritto.Indirizzo presente.Note: Alla c.179, si legge una sorta di titolo introduttivo per un gruppo di lettere di cui la seguente evidentemente fa parte: «Lettere del Signor Torquato Tasso scritte a Napoli al Signor Orazio Feltro copiate dal Signor Marcantonio Foppa dagli originali mandatigli dal medesimo Signor Feltro». Alla c.191, il passaggio da «non ebbi mai bisogno maggiore» a «avrei pregato Vostra Signoria» è evidenziato in rosso tramite un tratto verticale sul margine destro.
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Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10977, lettera n. 173, cc. 106v-107r
- Edizioni
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- Tasso 1821-1832, lettera n. 192, tomo V, pp. 174-75
- Tasso 1852-1855, lettera n. 1233, IV, pp. 298-99
- Bibliografia
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- Resta 1957b = Gianvito Resta, Studi sulle lettere del Tasso, Firenze, Le Monnier, 1957, p. 174
Scheda di Martina Caterino | Ultima modifica: 13 gennaio 2024
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/1233