Lettera n. 105

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Francesco Maria II Della Rovere, duca di Urbino
Data
[dopo 20 luglio 1578]
Luogo di partenza
[Pesaro]
Luogo di arrivo
[Casteldurante]
Lingua
italiano
Incipit
Se con alcuna mia azione ho confermata la fama, malignamente volgata
Regesto

Il 20 luglio 1578 Tasso lascia Venezia per Pesaro, ponendosi sotto la protezione del duca di Urbino, Francesco Maria II Della Rovere. In questa lettera, inviata allo stesso duca con l'intento di rivelirlo cortigianamente, Tasso compie una narrazione delle proprie vicissitudini. Comincia col dire che, se alcuna azione poteva aver confermata la fama «malignamente volgata» della sua pazzia, certo era quella di essersi inizialmente diretto, dopo la sua fuga, non verso lo stato di Urbino, ma in altra direzione. A Urbino, l'accoglienza e le cortesie del duca avevano superato i desideri di Tasso e soddisfatto le sue aspettative. Egli in particolare è contento di essere ricevuto sotto la protezione del duca, Francesco Maria II Della Rovere, che lo avrebbe difeso dagli attacchi dei suoi dretrattori e ringrazia per questo la sorte. Non sapendo come ringraziare il duca, Tasso gli offre i propri servigi e «la possessione» del proprio «libero arbitrio». Nell'esprimere la sua gratitudine verso il duca, riferendosi alle passate persecuzioni che, alla fine, lo avevano condotto alla corte di Urbino, Tasso cita un passo di Plutarco, tratto dalla Vita di Temistocle: «era rovinato, s'io non rovinava».

Testimoni
  • Pesaro, Biblioteca Oliveriana, ms. 430, int. 12, lettera n. 2, cc. 210r-211v
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Unità di manoscritto composito, 2 cc..
    Note: Sulla presunta autografia del testimone, cfr. Solerti, Appendice, p. 75; Russo 2022, p. 385.
  • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10975, lettera n. 55, 161r-v
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto.
  • Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Palatino 223, lettera n. 306, cc. 355-358
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto.
    Note: Alla c. 355, della stessa mano che trascrive la lettera, si legge: «di pugno del Tasso», sottolineato e sormontato da un numero d'ordine (8a). Relativamente all'indirizzo assente, in fondo alla lettera, alla c. 358 si legge: «Dietro leggesi il Tasso al Duca d'Urbino». Alla c. 357, all’altezza di «io ben volentieri» segue un tratto (|) che indica un’integrazione, infatti richiamato al margine sinistro: «V[ostra] Ecc[ellenza]». Alle cc. 358-359 segue la copia di una notazione «di pugno del Tasso» (sottolineato e sormontato da un numero d’ordine, 9°); alla c. 359 segue la copia di un sonetto «di pugno del Tasso» (sottolineato e sormontato da un numero d’ordine, 10°), "Se a favolosi dei forma terrena" (Rime 787: a Curzio Ardizio).
Edizioni
Bibliografia
  • Mazzatinti 1887-2013 = Inventari dei manoscritti delle biblioteche d’Italia, a cura di G. Mazzatinti e A. Sorbelli, Forlì (poi Firenze), Bordandini (poi Olschki), 1887-2013, XXXIX, p. 51
  • Solerti 1892 = Angelo Solerti, Appendice alle Opere in prosa di Torquato Tasso, Firenze, Successori Le Monnier, 1892, p. 75
  • Solerti 1895 = Angelo Solerti, Vita di Torquato Tasso, Milano-Roma, Loescher, 1895, pp. 289-290
  • Resta 1957b = Gianvito Resta, Studi sulle lettere del Tasso, Firenze, Le Monnier, 1957, pp. 70-72; 102; 112-113, n. 7, 171, 210, 211
  • Russo 2022 = Emilio Russo, Torquato Tasso, in Autografi dei letterati italiani. Il Cinquecento, tomo III, a cura di Matteo Motolese, Paolo Procaccioli, Emilio Russo, Roma, Salerno editrice, 2022, pp. 369-416, p. 385
Nomi citati

Scheda di Francesco Amendola | Ultima modifica: 16 febbraio 2024
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/105