Lettere di Tasso
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Opera citata = Rime. Parte prima
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N. 2
Castelvetro, 28 febbraio 1564
Io so bene che colui il quale spesso è sforzato
N. 8
[s. l.], [1568]
Fu già tempo, illustrissima ed eccellentissima madama, ch'io osai
N. 13
Ferrara, [prima di ottobre 1570]
Perché la vita è frale, se piacesse al signor Iddio
N. 16
Casteldurante, [3 settembre 1573]
Non ho scritto a l'Eccellenza Vostra tanti mesi sono
N. 81
N. 222
Ferrara, [10 novembre 1582]
In questo sonetto figuratamente è stato da me detto
N. 995
[Napoli], [agosto 1588]
Quanto sono contrarie le opinioni tra Vostra Signoria e me
N. 1058
N. 1183
Roma, 1 novembre 1589
Vostra Signoria dee scusare in tutte le cose mie la tardanza
N. 1226
Roma, 16 febbraio 1590
Del mio stato e de la mia infermità Vostra Signoria potrà havere informazione da gli altri
N. 1229
Roma, 1 marzo 1590
Io non mancai ad alcun altro in alcuna occasione
N. 1235
Roma, 16 marzo 1590
Molto mi maravigliarei che mi fosse data non solamente la colpa
N. 1352
Mantova, 4 ottobre 1591
Di nuovo torno a noiar Vostra Signoria co' miei propri fastidi
N. 1363
Roma, 5 dicembre 1591
Aspetto i quattro libri delle mie Rime, senza i quali non posso liberarmi
N. 1461
Roma, [15 maggio 1593]
Prego Vostra Signoria che voglia procurarmi risposta
N. 1463
Roma, 15 maggio 1593
Io non posso dimostrarmi così poco ambizioso
N. 1466
Roma, 1 giugno 1593
Io non posso mancare a la servitù ch'io ho
N. 1593
Ospedale di Sant'Anna (Ferrara), 19 giugno 1582
Mando a Vostra Signoria il sonetto che mi domandò ne l'ultima
N. 1594
Ferrara, [6 luglio 1582]
Mando a Vostra Signoria tre madrigali, pregandola che voglia
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