Lettere di Tasso
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Nome citato = Ferdinando I de' Medici, granduca di Toscana prima cardinale
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N. 40
Ferrara, 16 luglio 1575
Io sono in letto a pagare il tributo solito ed ordinario d'ogni anno
N. 69
Ferrara, [maggio 1576]
Sempre le lettere di Vostra Signoria illustrissima, di qualunque materia sieno
N. 106
Pesaro, 25 settembre 1578
Questa settimana passata ricevei una lettera di Vostra Signoria
N. 114
Torino, 1 dicembre 1578
La lettera di Vostra Signoria m'è stata cara molto per se stessa, e carissima
N. 133
Ospedale di Sant'Anna (Ferrara), 17 maggio 1580
Sarà dunque vero che i duo Soli sensibili, che del gran Sole intellegibile
N. 145
Ferrara, [febbraio 1581]
Io non so quanto la signora duchessa d'Urbino sia informata del mio stato
N. 180
[Ferrara], [prima di 24 luglio 1581]
Già mi fu concesso dal serenissimo e potentissimo suo signore il privilegio
N. 327
Ferrara, 23 gennaio 1585
S'io non conoscessi la prudenza di Vostra Signoria
N. 471
N. 603
Mantova, [luglio 1586]
Io sono in Mantova desiderosissimo d'esser servitore
N. 617
Mantova, [agosto 1586]
Scrissi l'altro giorno a Vostra Signoria, subito ch'io fui arrivato
N. 775
Mantova, [marzo 1587]
Vorrei che Vostra Signoria reverendissima fosse tanto
N. 1111
[Roma], [aprile 1589]
Di niuna cosa mi sarei più doluto che de la partita di Vostra Signoria illustrissima
N. 1113
[Roma], [aprile 1589]
Maggior felicità sarebbe stata la mia, e maggior lode di Vostra Signoria
N. 1120
[Roma], [maggio 1589]
Io non so ancora se 'l granduca si sdegni ch'io gli dimandi alcuna grazia
N. 1121
Roma, 3 maggio 1589
Non so s’io mi ricorderò di rispondere a tutte le parti de la lettera
N. 1122
N. 1126
Roma, 16 maggio 1589
L’aspettazione de le vostre lettere m’ha trattenuto più lungamente
N. 1128
N. 1129
Roma, 19 maggio 1589
Io sono ancora sospeso per la tardanza de le risposte
N. 1135
Roma, 16 giugno 1589
Io aspettava questa settimana risposta di Vostra Signoria
N. 1143
Roma, 1 luglio 1589
Io non dovrei dubitare che la casa de’ Medici non dovesse
N. 1153
[Roma], 2 agosto 1589
Sono omai passati due anni ch’io
N. 1156
Roma, 10 agosto 1589
Non si doglia Vostra Signoria de la sua fortuna
N. 1229
Roma, 1 marzo 1590
Io non mancai ad alcun altro in alcuna occasione
N. 1234
Roma, [13 marzo 1590]
A me basta di sapere che Vostra Signoria abbia tal luogo
N. 1237
[Roma], [inverno 1589]
Niuna cosa avrei fatto più volentieri, che di venire a Fiorenza
N. 1239
Roma, 23 marzo 1590
Questa sera essendo io in trafichi per andare a Fiorenza
N. 1242
Roma, 26 marzo 1590
Vostra Signoria non si maravigli se non mando l’altro sonetto promesso
N. 1244
Roma, 4 aprile 1590
Per me non mancherà di conservarmi amico il signor Fabio
N. 1246
Firenze, 26 aprile 1590
Io non vorrei con le mie lettere irritar la mia fortuna
N. 1247
Firenze (Monastero di Monte Oliveto), 5 maggio 1590
Volesse Iddio che la mia servitù fosse antica in questa corte
N. 1252
N. 1253
Firenze, 20 giugno 1590
La cortesia del granduca ha infin’ora superata
N. 1255
Firenze, 23 giugno 1590
In questi caldi io mi son riparato in casa del signor Bartolomeo Pannuzzi
N. 1256
Firenze, 25 giugno 1590
La venuta di Vostra Signoria a Fiorenza m’havrebbe oltramodo potuto consolare
N. 1265
Firenze, 10 agosto 1590
La lettera del signor Fabio è così piena di cortesia
N. 1268
Firenze, 18 agosto 1590
Io sono stato tanti anni, tanto infermo in tante parti del mondo
N. 1271
Firenze, 22 agosto 1590
Del ritorno del Signor Cardinale molto mi son rallegrato
N. 1274
Firenze, 3 settembre 1590
Verrò s’io posso co ’l Signor Girolamo Rasi
N. 1277
Roma, 12 settembre 1590
Rispondo infermo ad infermo; ma Vostra Signoria per gratia d'Iddio risorgerà
N. 1362
Firenze, 30 novembre 1591
La mia fortuna m'ha costretto a giacere con fastidiosa infermità
N. 1367
Roma, 24 dicembre 1591
Non aspettava tanto favore da Vostra Altezza, quanto le è piaciuto
N. 1410
Roma, 25 luglio 1592
Il devotissimo affetto de l'animo mio, co'l quale sempre
N. 1436
Roma, 15 gennaio 1593
S'io meritassi d'esser creduto, mi sforzarei di persuadere
N. 1486
Roma, 30 aprile 1594
Vivo ancora; e questa mia vita
N. 1608
Di corte (Mantova), 25 luglio 1586
Io sono stato sin ora spinto da la buona volontà a baciar le mani
N. 1653
Roma, 9 agosto 1589
Le cortesi ed officiose lettere di Vostra Signoria m'hanno trovato
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