Lettera n. 794
- Mittente
- Tasso, Torquato
- Destinatario
- Grillo, Angelo
- Data
- [aprile 1587]
- Luogo di partenza
- Mantova
- Luogo di arrivo
- Genova
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Tanti sono i capi de le due lunghe lettere
- Regesto
Tasso risponde alla lettera del suo corrispondente e discute della grazia richiesta vanamente. A tal proposito articola un ampio discorso sulle relazioni tra principi e sul rapporto tra rigore e clemenza nella loro stessa condotta. Si chiede anche, con aperto disappunto, perché concedergli la grazia rappresenti una mancanza di rispetto verso una persona e una famiglia (i nomi sono omessi ma si tratta probabilmente di Alfonso II d'Este, duca di Ferrara, e, quindi, della sua famiglia). Critica, poi, l'interferenza del giudizio popolare e afferma che la sua salute dovrebbe essere interesse comune e superiore alle parti. Esclude, infine, che la responsabilità del cattivo esito della supplica sia da attribuire ad Ottavio Spinola
Tasso, passando ad altro argomento, chiede al destinatario di conservare le lettere, perché in futuro vorrebbe farne una scelta e stamparle. Circa la possibilità di recarsi a Genova dichiara di affidarsi al giudizio del suo interlocutore, e ringrazia delle proposte e dei consigli ricevuti da Agapito e Paolo Grillo, probabilmente relativi ad un possibile viaggio a Napoli, che Tasso desidera da molto tempo intraprendere.
Si dispiace di aver dimenticato di citare in una canzone dedicata alla famiglia Grillo due cardinali (Rime, 1240, Come da l'aureo sole è sparsa intorno); pensa di rimediare aggiungendo una stanza ed alcuni altri versi. Invia un sonetto per celebrare la guarigione di Alessandro Spinola (Rime, 1358, Nel più bel fior de gli anni alta fortuna), che saluta, assieme a Niccolò Spinola. Afferma quindi di essere molto occupato e di non rispondere per questo motivo a Giulio Guastavini e Paolo Foglietta.
Prega nuovamente il suo corrispondente di sollecitare ancora Alessandro e Niccolò Spinola affinché si adoperino per la sua grazia e intercedano in suo favore presso l'imperatrice Maria d'Asburgo. Lo ringrazia poi per la lettera mandata ad Antonio Costantini e lo elogia per il suo stile epistolare, proponendoli di comprendere alcune di queste lettere nella stampa delle sue, dal momento che non si vergogna di essere superato da una persona che ama al pari di suo nipote Antonino Sersale. Dichiara, di seguito, che sta attendendo l'alicorno (frammento con valore superstizioso) e che l'unica copia esistente della tragedia (Re Torrismondo) è ancora presso il principe di Mantova Vincenzo Gonzaga (e che non può recuperarla e mandargliela non avendo visto Vincenzo Reggio).
Conclude con i saluti a tutta la famiglia Grillo e in particolare Paolo.
- Edizioni
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- Tasso 1588a, lettera n. 37, I, cc. 18r-19v
- Tasso 1852-1855, lettera n. 794, III, pp. 183-185
- Opere citate
- Nomi citati
Scheda di Valeria Di Iasio | Ultima modifica: 04 gennaio 2024
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