Lettera n. 784

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Grillo, Angelo
Data
28 marzo 1587
Luogo di partenza
Mantova
Luogo di arrivo
Genova
Lingua
italiano
Incipit
A molte lettere mie oggi, ch'è il sabbato santo, ho avuta
Regesto

Tasso osserva di aver ricevuto una sola risposta alle sue molte lettere, la quale ha letto volentieri solo per il fatto di essere del suo corrispondente. Prosegue dicendo di aver sempre stimato molto l’amicizia del suo corrispondente, sia per i suoi meriti che per quelli del suo ordine, senza necessità di ricordare la nobiltà, la ricchezza e la buona sorte della sua famiglia, perché, avendovi rinunciato Angelo Grillo stesso, non devono essere nemmeno da lui considerate.
Tasso ritiene che il volere del suo interlocutore non debba essere diverso dal suo, nonostante il variare delle occasioni esterne che dimostrano l’affezione tra due persone. Per questo, secondo lui, Angelo Grillo avrebbe dovuto intercedere presso l’imperatrice Maria d’Asburgo per la sua grazia, almeno in quanto monaco benedettino, se non come gentiluomo della repubblica genovese. Questo perché tale grazia, essendo giusta, non poteva essere negata.
Ricorda poi di aver già supplicato allo stesso proposito il conte Ottavio Spinola, oltre ad un'altra persona (anonima) e che ora si rivolge a Grillo, dal momento che, essendo una persona abituata a chiedere grazie a Dio, può senz’altro chiederle ai principi, che di Dio sono ministri. A questo punto chiede scusa della sua insistenza e ringrazia il destinatario del libretto delle sue lettere (cfr. Lettere, ed. Guasti, 763), osservando tuttavia che sono troppo poche per farne un volume. Per questo ne vuole raccogliere altre, al fine di mandarle alle stampe, e in particolar modo quelle che ha scritto alla famiglia Spinola. Tasso riferisce che Antonio Costantini non ha fatto stampare il poema del padre Bernardo Tasso, e che con tale ritardo ha fatto ritardare anche molte altre sue decisioni. Afferma anche di sollecitarlo il più possibile, ma che sarebbe utile lo sollecitasse anche Grillo stesso. Tasso riferisce anche che Giovanni Battista Licino gli scrive spesso, e dal momento che lo fa modo più affettuoso del solito, glielo raccomanda. Afferma poi che il principe di Mantova, Vincenzo Gonzaga, è a Loreto, e che egli ha perso questa bella occasione di recarvisi. Infine, si rallegra che Alessandro Spinola sia guarito, e anticipa l’invio di un sonetto. Saluta Alessandro Spinola, Niccolò Spinola e i fratelli del destinatario (Paolo e Agapito Grillo).

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Scheda di Valeria Di Iasio | Ultima modifica: 31 ottobre 2023
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