Lettera n. 717
- Mittente
- Tasso, Torquato
- Destinatario
- Cataneo, Maurizio
- Data
- [dicembre 1586]
- Luogo di partenza
- Mantova
- Luogo di arrivo
- Roma
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Io conservo quella memoria ch'io debbo, de l'obligo
- Regesto
Tasso dichiara di conservare la memoria del debito di gratitudine che deve a Vincenzo Gonzaga, principe di Mantova, e Guglielmo Gonzaga, duca di Mantova, per la libertà che grazie a loro è riuscito a recuperare, e che mai, anche col passare del tempo, diventerà ingrato, e che anzi schiverà il vizio dell'ingratitudine tanto più quanto questo non è punito dalle leggi, affinchè sia chiaro che egli è guidato non dal timor della pena ma dall'amore per la virtù. Tasso accenna poi di voler far mostra della sua gratitudine in quel poema che Cataneo gli consiglia di terminare (il Floridante). Tasso annota come Mantova sia bella, l'ospitalità che gli viene offerta dai principi molto generosa e gli uomini che vi incontra cortesi, e anche come non manchino le occasioni di spendere soldi, cosa che egli non può fare senza l'aiuto del suo corrispondente, dei gentiluomini di Bergamo e in particolare di Enea Tasso, a cui scriverà.
Si dispiace infine che la sua tragedia (il Re Torrismondo) non sia stata mandata a Roma, come egli avea commissionato, e che la manderà egli stesso. Promette di rispondere in modo più completo alle restanti parti della lettera del suo interlocutore in una sua prossima.
- Edizioni
-
- Tasso 1588a, lettera n. 48, I, cc. 24v-25r
- Tasso 1852-1855, lettera n. 717, III, pp. 106-107
- Opere citate
Scheda di Valeria Di Iasio | Ultima modifica: 30 ottobre 2023
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