Lettera n. 711
- Mittente
- Tasso, Torquato
- Destinatario
- Tasso, Cristoforo di Gian Giacomo
- Data
- [dicembre 1586]
- Luogo di partenza
- Mantova
- Luogo di arrivo
- Bergamo
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Io non voglio da Vostra Signoria più di quello
- Regesto
Tasso chiede al suo corrispondente di raccomandarlo al principe di Mantova, Vincenzo Gonzaga; a tal proposito loda ampiamente il suo interlocutore, facendo leva sulla condizione di gentiluomo, che gli permette di trattare con i principi. Annota infine che la sua preghiera nasce dal consiglio di Maurizio Cataneo.
Parla poi del suo rapporto personale con Giovanni Battista Licino e dichiara di accettare l'intervento del suo corrispondente nella questione che riguarda i suoi scritti e i libri, sperando che grazie alla sua influenza Licino possa soddisfare i suoi desideri. Dichiara anche di non ritenere necessaria né utile la copia che lo stesso Licino sta facendo fare delle sue rime, e di non sapere perché l'abbia voluta. Sottolinea in modo diretto che i suoi bisogni sono altri (libri e soldi) ma che è disposto ad attendere affinché possano essere soddisfatti senza creare disturbo. Manda infine i saluti alla madre del suo corrispondete, Pace Grumelli, e ai fratelli, in particolare ad Ercole Tasso, e chiede di far mostra della bontà dei loro rapporti in modo che Angelo Grillo non lo creda disprezzato dalla famiglia. Conclude ribadento l'importanza delle raccomandandazioni che il corrispondente può fare a suo favore a Vincenzo Gonzaga.
- Edizioni
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- Tasso 1588a, lettera n. 53, I, cc. 28r-29r
- Tasso 1852-1855, lettera n. 711, III, pp. 101-103
Scheda di Valeria Di Iasio | Ultima modifica: 30 ottobre 2023
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