Lettera n. 593

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Tasso, Cristoforo di Gian Giacomo
Data
[s. d.]
Luogo di partenza
Ferrara
Luogo di arrivo
Venezia
Lingua
italiano
Incipit
Non dispererò, poiché a Vostra Signoria così piace
Regesto

Torquato assicura Cristoforo Tasso di non voler disperare, confidando nel giudizio del corrispondente, al quale il poeta crede in primo luogo per l'affetto e il rispetto che sempre gli ha portato, che vorrebbe manifestargli più apertamente se giungesse occasione propizia. Prega di scrivere a Roma senza indugio, e di fare tutti «quei graziosi uffici» che discendono naturalmente dalla cortesia del destinatario. L'autore dichiara poi di non sapere gli effetti della lettera del conte Giovan Domenico Albani, sperandoli conformi al desiderio, aggiungendo però che qualunque sarà la conseguenza ne avrà grande obbligo verso Cristoforo Tasso. La missiva si conclude con la dichiarazione da parte del poeta di non anteporre mai alcun debito e «alcun testimonio» a quelli verso il corrispondente.

Testimoni
  • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10976, lettera n. 92, c. 73r-v
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Unità di manoscritto composito.
  • Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Est. It. 732 = alfa.S.8.13, lettera n. 92, c. 76r
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto, mm 305 x 209.
    Indirizzo presente.
Edizioni
Bibliografia
  • Resta 1957b = Gianvito Resta, Studi sulle lettere del Tasso, Firenze, Le Monnier, 1957, pp. 172 e 182
Nomi citati

Scheda di Carolina Truzzi | Ultima modifica: 04 gennaio 2024
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/593