Lettera n. 559

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Forni, Antonio
Data
[s. d.]
Luogo di partenza
Ferrara
Luogo di arrivo
Torino
Lingua
italiano
Incipit
Se Vostra Signoria dubita del desiderio ch'io ho di servirla
Regesto

Torquato Tasso scrive ad Antonio Forni, gentiluomo modenese, dispiacendosi che il corrispondente non gli abbia richiesto un negozio «di maggior rilievo». Ricordando l'affetto che Tasso gli porta, confessa di essere poco lucido a causa dell'infermità, e dunque di comprendere se l'interlocutore non ha presentato l'incarico dubitando «del potere e del saper» suo. Desideroso di dimostrare il suo affetto quanto prima, Tasso scrive di aver fatto l'impresa richiesta: l'immagine scelta è «un'apparenza di due stelle erranti», fenomeno che si verifica, secondo le fonti citate di Anassagora e Democrito, quando gli astri si avvicinano e sembrano toccarsi. Il poeta ha due proposte per il motto: la prima è «Mutuus ardor», la seconda «Torquet, et torquetur», che a suo parere esprime a pieno il concetto del turbine acceso. Invita a mostrarle a signori più esperti, anche se a lui basterebbe che il Forni se ne compiacesse. Chiede di baciare a suo nome le mani al signor marchese (Filippo d'Este) e a sua Altezza, al quale vorrebbe mostrare una sua nuova impresa, dove due olivi e due candelabri sono accompagnati dal motto «In conspectu Domini». Avrebbe voluto usare per il motto le parole greche che si leggono nell'Apocalisse di San Giovanni, al capo XI, ma al momento possiede solo il testo latino.

Testimoni
  • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10976, lettera n. 69, c. 57r-v
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Unità di manoscritto composito.
  • Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Est. It. 732 = alfa.S.8.13, lettera n. 69, cc. 56v-57v
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto, mm 305 x 209.
    Indirizzo presente.
Edizioni
Nomi citati

Scheda di Carolina Truzzi | Ultima modifica: 23 gennaio 2024
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/559