Lettera n. 551

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Coccapani, Guido
Data
[s. d.]
Luogo di arrivo
Ferrara
Lingua
italiano
Incipit
M'ha detto Stefano un non so che in nome di Vostra Signoria
Regesto

Torquato Tasso scrive a Guido Coccapani (ministro del duca di Ferrara) di non aver bene inteso ciò che Stefano, ufficiale a Sant'Anna, gli ha riportato in suo nome riguardo ai dialoghi. Con la consueta amarezza il poeta dichiara di non aver ottenuto alcun premio per le molte cose scritte durante la prigionia, che si aspetterebbe venissero almeno in parte ripagate dal signor duca (Alfonso II d'Este) o dal cardinale (Luigi). Trascriverà e risistemerà i testi quando starà meglio, senza però rimuovere le lodi ai signori. Chiarisce che il dialogo destinato al principe di Mantova Vincenzo Gonzaga (Il Messaggiero) sarà consegnato esclusivamente al dedicatario o ai ministri di questo. Aggiunge che con una salute migliore potrebbe scrivere «altre cose degne di molta lode» , attività che gli risulta difficile nello stato di prigionia. Conclude chiedendo al corrisponente di sollecitare la sua liberazione e che in questo ufficio «s'affretti maturamente», secondo il motto greco d'Augusto (spéude bradéos).

Testimoni
  • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10976, lettera n. 39, c. 35v
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Unità di manoscritto composito.
  • Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Est. It. 732 = alfa.S.8.13, lettera n. 39, cc. 31rv
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto.
    Indirizzo presente.
Edizioni
Bibliografia
  • Resta 1957b = Gianvito Resta, Studi sulle lettere del Tasso, Firenze, Le Monnier, 1957, pp. 134-136
Opere citate

Il messaggiero

Nomi citati

Scheda di Carolina Truzzi | Ultima modifica: 06 marzo 2024
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/551