Lettera n. 477

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Este, Cesare d'
Data
24 marzo 1586
Luogo di partenza
Ospedale di Sant'Anna (Ferrara)
Luogo di arrivo
Ferrara
Lingua
italiano
Incipit
Doppo molti anni di servitù, c'ho avuti con la casa d'Este
Regesto

Il poeta ricorda i molti anni di servitù e prigionia trascorsi al servizio della casata estense, precisando di essersi sentito allo stesso tempo «servitore e prigione, e l’uno, e l’altro inutilmente», e aggiungendo che, a questo punto, se proseguirà la servitù, dovrà terminare la prigionia. Tasso spera che, in questo periodo malinconico, possa finalmente essergli concessa quella libertà che gli era stata invece negata nei giorni festosi e allegri delle nozze del destinatario (con Virginia de’ Medici), così che, se non ha potuto prendere parte alle fastose celebrazioni nuziali volute dal «gran principe» (il duca Alfonso II d’Este), possa almeno trovare posto nelle «divotioni» di Cesare d’Este: questi è dunque esortato a impegnarsi presso il duca per ottenere per il poeta la libertà a lungo promessa.

Edizioni
Bibliografia
  • Solerti 1895 = Angelo Solerti, Vita di Torquato Tasso, Milano-Roma, Loescher, 1895, I, pp. 470-476
Nomi citati

Scheda di Matteo Navone | Ultima modifica: 11 settembre 2021
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/477