Lettera n. 407

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Licino, Giovanni Battista
Data
12 agosto 1585
Luogo di partenza
Ferrara
Luogo di arrivo
Ferrara
Lingua
italiano
Incipit
Io mi vergognerei se scrivessi per vivere solamente
Regesto

La lettera al Licino è aperta da una dichiarazione di tono moralistico: il poeta si vergognerebbe di adoperare la scrittura solo per vivere, poiché è «brutta cosa» che l'uomo abbia bisogno di lunga vita, ma dal momento che scrive «per ben vivere» non deve vergognarsi delle sue lettere. Prega perciò di sollecitare Ippolito Gianluca a consegnare l'ultima lettera del cardinale Albani (Giovan Gerolamo) ad Alfonso II d'Este, grazie alla quale Tasso potrebbe ottenere «audienza o licenza», se non entrambe. Nel richiedere al Licino di operare ogni diligenza nei negozi per il poeta, inserisce una memoria dell'Aiace di Sofocle: gli uomini savi superano ogni impedimento, e se il Licino sarà savio, benchè forestiero nella città di Ferrara, supererà ogni impedimento per servizio al Tasso, e dal suo impegno deriverà un servigio costante da parte del poeta. La missiva si chiude con il desiderio che gli uffici richiesti si concludano positivamente per l'autore e per il corrispondente.

Testimoni
  • Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Est. It. 732 = alfa.S.8.13, lettera n. 141, cc. 120rv
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto, mm 305 x 209.
    Indirizzo presente.
    Note: Qui con incipit: «Io mi vergognerei di scrivere se scrivessi per vivere solamente».
  • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10976, lettera n. 141, c. 113r-v
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Unità di manoscritto composito.
Edizioni
Nomi citati

Scheda di Carolina Truzzi | Ultima modifica: 18 gennaio 2024
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/407