Lettera n. 406

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Grillo, Angelo
Data
10 agosto 1585
Luogo di partenza
Ferrara
Lingua
italiano
Incipit
È ragionevole che Vostra Paternità dubiti di quel che scrive
Regesto

Tasso è consapevole che la sua infermità potrebbe far dubitare l’interlocutore, ma tiene a precisare come non sia rimasto in silenzio. Le sue numerose lettere, infatti, sono state trattenute e, di conseguenza, non sono arrivate a destinazione. In particolar modo, si dispiace per quella scritta al conte Ottavio Spinola, cavaliere meritevole di rispetto. Tasso non vuole dilungarsi oltre, ma prega Grillo, con l’aiuto di parenti e amici, di farlo uscire prima dell’inverno da Sant’Anna: confessa che potrebbe non sopravvivere rimanendo ancora in prigione. Sebbene alcuni timori vengono placati dalla rassicurante risposta del duca Alfonso II d'Este alla duchessa di Mantova Eleonora d'Asburgo, Torquato crede che cambiare aria, ottenere cibi e vini più vicini al suo gusto, viaggiare e parlare lo aiuterebbero molto di più. Invita Grillo a non essere arrendevole rispondendo a Cesare Galvani e a Marcello Donati: anche un medico, se amico, converrebbe sull’importanza di simili concessioni. Tasso spiega di non essere stato esaudito in passato per colpa degli altri, non in ragione della sua «collera» e della sua «malinconia». Sebbene i turbamenti del suo animo siano considerevoli, sa bene che uscire da Sant’Anna gli reca giovamento e promette ad Angelo Grillo e al fratello Paolo di controllare meglio la propria ira in futuro. Invia una canzone per la soprano Vittoria Cybo Bentivoglio (Rime, 1236, Di pregar lasso e di cantar già stanco,) e un sonetto per Marcello Donati (Rime, 1233, Né più bell'alma da l'eterne stelle), affinché il segretario di Vincenzo Gonzaga interceda per una visita del principe di Mantova a Tasso e permetta al prigioniero di vedere il nipote Antonino Sersale. Prima, però, vorrebbe attendere gli effetti delle lettere al cardinale Giovan Gerolamo Albani: Tasso è curioso di sapere ciò che dice il cardinale, ma anche ciò che Grillo scrive a Giovanni Battista Licino. Tra le lettere perse vi è quella con cui spediva la lista delle sue opere (Lettere, ed Guasti, 402), piccola perdita se le opere si sono conservate. Tasso chiede un parere sull’Apologia in difesa della Gerusalemme liberata. Ringrazia e saluta Paolo Grillo e invita Angelo Grillo a pregare per la sua salute e per quella di suo nipote, Antonino.
Nel post scriptum Tasso precisa di aver scritto ad Aldo Manuzio il Giovane senza aver ricevuto risposta ma si affida a Grillo nella selezione dei testi epistolari da stampare tra quelli contenuti in un volume di lettere in suo possesso.

Testimoni
  • Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Est. It. 760 = alfa.T.5.23, lettera n. 86, 80r-81r
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto.
Edizioni
Opere citate

Apologia in difesa della «Gerusalemme liberata»

Nomi citati

Scheda di Giorgia Gallucci | Ultima modifica: 18 gennaio 2024
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/406