Lettera n. 397

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Albani, Giovan Gerolamo
Data
28 giugno 1585
Luogo di partenza
Ferrara
Luogo di arrivo
Roma
Lingua
italiano
Incipit
È più facil cosa ch'io mi contenti de gli uffuci
Regesto

Tasso scrive a Giovan Gerolamo Albani come gli sia più facile compiacersi degli uffici da lui fatti (riferendosi verosimilmente alle richieste del cardinale ad Alfonso II d'Este) che di se stesso; il poeta afferma che se «in miglior tempo» avesse prestato ascolto all'opinione del cardinale quanto aveva assecondato i propri desideri, non avrebbe ora bisogno di favori, e in particolare di quelli dell'Albani presso il duca Alfonso II d'Este (in Lettere, ed. Guasti, 373, il 6 maggio 1585, Tasso aveva pregato il cardinale di scrivere al duca per domandargli udienza). Supplica il destinatario di perdonare allo stato infermo quello che non vuole concedere alla natura, e di insegnargli la prudenza tollerando i suoi difetti, almeno finché il poeta non avrà riacquistato la salute per mezzo della grazia del corripondente: non esiste infatti virtù che non possa essere mostrata da chi la possiede «perfettamente» , come nel caso del cardinale. Bacia le mani all'interlocutore nell'attesa che la sua lettera al duca gli procuri una propizia udienza.

Testimoni
  • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10976, lettera n. 138, c. 110r-v
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Unità di manoscritto composito.
  • Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Est. It. 732 = alfa.S.8.13, lettera n. 138, cc. 117rv
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto, mm 305 x 209.
    Indirizzo presente.
Edizioni
Nomi citati

Scheda di Carolina Truzzi | Ultima modifica: 17 gennaio 2024
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/397