Lettera n. 342

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Albani, Giovan Gerolamo
Data
24 febbraio 1585
Luogo di partenza
Ferrara
Luogo di arrivo
Roma
Lingua
italiano
Incipit
S'io potessi acquetarmi così facilmente come Vostra Signoria
Regesto

La lettera a Giovan Gerolamo Albani si apre con un paragone tra la libertà vincolata alle decisioni degli esterni e la quiete che sarebbe tanto cara all’autore, conseguibile al momento solo tramite gli studi: è questo il suo approdo prediletto, e chi lo invitasse ad abbandonarlo lo spingerebbe in un mare turbatissimo e pieno di mille pericoli e confusioni. L'autore scrive di essere sicuro che gli uffici dell'Albani presso il duca Alfonso II d'Este gli consentiranno di vivere nell’ozio letterario, il quale insegna a disprezzare la morte e la vita che non sia congiunta all’immortalità. Confessandosi infermo, il poeta vagheggia come farmaco per ritrovare la sanità «i giuochi honesti, i motti piacevoli, le consolationi degli amici, i favori dei padroni», che possono trovare luogo grazie alla pietà dei principi, la quale si mostra particolarmente negli errori oltre misura. Tasso scrive di iniziare a sperare nella grazia di Alfonso II, in quanto i principi non possono fare cosa più degna che mostrarsi magnanimi, favorendo gli uomini d'ingegno, come nel caso di Ippolito Gianluca, un gentiluomo di squisita magnanimità che si è guadagnato «la benevolenza di tutti» e che spesso fa visita in Sant'Anna a Tasso, consentendogli di uscire dalle sue stanze. La lettera si conclude con la consueta preghiera al cardinale di agire per favorire la bramata libertà.

Testimoni
  • Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Est. It. 732 = alfa.S.8.13, lettera n. 106, cc. 89v-90v
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto, mm 305 x 209.
    Indirizzo presente.
  • Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Raccolta Molza Viti, lettera n. 24, Int. 2 19, c. 17r-v
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Fogli con busta, 1 c..
  • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10976, lettera n. 106, c. 84v-85v
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Unità di manoscritto composito.
Edizioni
Bibliografia
  • Solerti 1892 = Angelo Solerti, Appendice alle Opere in prosa di Torquato Tasso, Firenze, Successori Le Monnier, 1892, p. 79
  • Russo 2022 = Emilio Russo, Torquato Tasso, in Autografi dei letterati italiani. Il Cinquecento, tomo III, a cura di Matteo Motolese, Paolo Procaccioli, Emilio Russo, Roma, Salerno editrice, 2022, pp. 369-416, p. 384
Nomi citati

Scheda di Carolina Truzzi | Ultima modifica: 16 gennaio 2024
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/342