Lettera n. 326

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Albani, Giovan Gerolamo
Data
23 gennaio 1585
Luogo di partenza
Ferrara
Luogo di arrivo
Roma
Lingua
italiano
Incipit
Le grazie sogliono esser grate in qualunque modo
Regesto

Tasso scrive al cardinale Albano come le grazie risultino sempre ben accette, ma siano particolarmente gradite quando esse sono concesse in risposta a una preghiera, che nel caso dell'autore è quella della libertà. Dichiarandosi in una condizione di difficoltà, Tasso esorta l'Albani a porgere preghiere al duca di Ferrara, affinché gli sia accordato almeno un lasso di tempo per poter raggiungere il cardinale a Roma. Con toni lusinghieri Tasso afferma che un uomo come il cardinale, cui si addice la perentorietà del comando più che l’umiltà della preghiera, non avrà difficoltà ad ottenere ciò che chiede. Gli augura infine che si possano realizzare i suoi «santi desideri», forse alludendo all’ambizione del soglio pontificio. In preda allo sconforto poiché le sue preghiere per la liberazione non sembrano sortire effetti positivi, il poeta si lascia andare ad una dolorosa e commovente esclamazione: «se la mia vita è stata vana almeno la morte sia «onesta», che rielabora i versi del Petrarca «et se la stanza/ fu vana, almen sia la partita honesta» (Petrarca, Rvf. , CCLXV, vv. 10-11).

Testimoni
  • Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Est. It. 732 = alfa.S.8.13, lettera n. 100, cc. 82v-83r
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Manoscritto, mm 305 x 209.
    Indirizzo presente.
  • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 10976, lettera n. 100, c. 79r
    Copia, manoscritto di altra mano.
    Unità di manoscritto composito.
Edizioni
Nomi citati

Scheda di Carolina Truzzi | Ultima modifica: 16 gennaio 2024
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/326