Lettera n. 122
- Mittente
- Tasso, Torquato
- Destinatario
- Cataneo, Maurizio
- Data
- [1579]
- Luogo di partenza
- Ferrara
- Luogo di arrivo
- Roma
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Le raccomandazioni di monsignor illustrissimo Albano fecero qualche effetto
- Regesto
Le raccomandazioni di Giovan Gerolamo Albani non hanno sortito l'effetto desiderato da Tasso, che non è riuscito a ottenere l'udienza necessaria per ricevere la grazia (in probabile riferimento all'intercessione dell'Albani presso Alfonso II d'Este, a cui Tasso avrebbe voluto chiedere denaro e scritti: cfr. Tasso 1852-1855, num. 112-120, e in partiolare num. 118). Tasso ricercherebbe «fra le prediche» ciò che non ha potuto trovare «fra le maschere», perché ha bisogno di quiete, ma non riesce a trovarla nella solitudine a causa della propria infermità. Preferisce la compagnia alla solitudine, sia dal punto di vista del recupero della salute sia da quello della consolazione, e dovrebbe facilmente ottenere questo piacere durante la quaresima. Se Ercole Tassoni fosse andato a trovarlo lo avrebbe pregato, ma non vuole mandarlo a chiamare, perché ha già parlato con lui «in Giudecca» (la strada in cui si trova Sant'Anna) e ha ottenuto una promessa. Tasso pregherà «questi de la signora duchessa d'Urbino», che a volte soddisfano le sue richieste. Tuttavia, il poeta vorrebbe essere soddisfatto sempre, perché prova una gran malinconia: qualunque cosa venisse detta da Tasso «avanzerebbe ogni credenza», ma non «agguaglierebbe la verità». Il poeta ritiene che i signori a cui si rivolge non possano pensare al suo bene se prima non si volgono alla necessità primarie, indispensabili alla sua sopravvivenza. Ricorda al destinatario le promesse fatte e l'eccezionale miseria in cui vive, con la consapevolezza di essere nel giusto come unica consolazione. Cambiando tono e argomento («ma voglio troncar questo principio di tragedia») scrive di aver letto volentieri la canzone del signor Alessandro Guarnello: comporrà un sonetto (forse Rime, 1254, Per te, Guarnello, la pietate e l'armi), sperando che l'uomo non abbia occasione di lamentarsi. Infine, esprime soddisfazione per il componimento del nipote Antonio Sersale.
- Edizioni
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- Tasso 1588a, lettera n. 60, I, cc. 31v-32v
- Tasso 1852-1855, lettera n. 122, II, pp. 6-7
- Bibliografia
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- Solerti 1892 = Angelo Solerti, Appendice alle Opere in prosa di Torquato Tasso, Firenze, Successori Le Monnier, 1892, p. 64
- Solerti 1892 = Angelo Solerti, Appendice alle Opere in prosa di Torquato Tasso, Firenze, Successori Le Monnier, 1892, p. 76
Scheda di Chiara De Cesare | Ultima modifica: 09 febbraio 2024
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