Lettera n. 1157

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Costantini, Antonio
Data
12 agosto 1589
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Mantova
Lingua
italiano
Incipit
Nel ricever l’ultima lettera di Vostra Signoria mi fu data licenza
Regesto

Tasso informa di aver ottenuto la licenza per allontanarsi dalla casa del cardinale Scipione Gonzaga grazie all'intercessione di Costantini stesso e del duca di Mantova Vincenzo I Gonzaga, che in occasione della nascita del terzogenito Gugliemo Domenico Gonzaga ha voluto favorire il poeta. Tasso ricambia dunque con l'invio di una canzone (Rime, 1453, Crescan le palme al Mincio, e i novi allori), che confessa essere poco originale a causa dell'ingegno inficiato dalla malattia.
Ricordando la propria riverenza al duca e le suppliche indirizzategli affinché lo perdonasse delle proprie inadempienze, Tasso rinnova la richiesta di aiuto, promessogli dal duca, ad intercedere presso il viceré di Napoli (Juan de Zúñiga y Avellaneda) per ottenere la propria parte della dote materna, per l'ammontare calcolato dalla sorella Cornelia Tasso, e lamenta che al momento ne stia usufruendo ingiustamente il nipote Antonino Sersale.
Si rammarica di non avere alcun bene personale (né mezzo di trasporto, né abbigliamento, né servitori) e che lo stato di indigenza in cui versa lo costringe ad andare a Napoli. Supplica dunque il destinatario che interceda per ottenere dal duca, da Fabio Gonzaga e dalla duchessa di Mantova, Eleonora de' Medici, l'aiuto nel recupero della dote materna e nella ricerca di un alloggio. Consiglia al destinatario di mostrare la scarsa qualità della canzone come prova della miseria e malattia che lo tormentano, e che desidererebbe arginare almeno con le cure termali.
Lamenta la negligenza di Costantini nel dare alle stampe le proprie rime, che il poeta avrebbe raccolte in tre volumi da lasciare, secondo la volontà di Costantini, o a Vincenzo Lauro, cardinale del Mondovì, o Giacomo Pergamini, segretario di Scipione Gonzaga. Chiede a Costantini di fargli avere per tramite di Gasparo Ruspa la tragedia (Il Re Torrismondo), la quarta e quinta parte delle proprie opere (Delle rime, et prose del sig. Torquato Tasso, parte quarta, di nuovo posta in luce, con gli argomenti dell’istesso autore, Venezia, Vasalini, 1586; Gioie di rime e prose del sig. Torquato Tasso, nuovamente poste in luce, per ordine dell’altre sue opere. Quinta, e sesta parte, Venezia, Vasalini, 1587) e copie del Floridante. Chiede a Costantini le «Novelle e le Rime antiche» (Le ciento novelle antiche, Bologna, 1525; Giuntina di rime antiche, Firenze, Giunta, 1527), e gli affida una lettera per la duchessa di Mantova, Eleonora de' Medici (cfr. Lettere, ed. Guasti, 1158).

Edizioni
Opere citate

Il Re Torrismondo; Rime. Parte seconda

Nomi citati

Scheda di Elisabetta Olivadese | Ultima modifica: 13 gennaio 2024
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/1157