Lettera n. 1079

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Costantini, Antonio
Data
7 gennaio 1589
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Venezia
Lingua
italiano
Incipit
Io son così pieno di confusione dentro, come fuori
Explicit
non vorrei darli molta noia. E bacio a Vostra Signoria la mano. Di Roma, il 7 di gennaio del 1589.
Regesto

Tasso è confuso sia interiormente che esteriormente: ha perso la lettera del Costantini in cui l'amico gli chiedeva di sciogliere alcuni dubbi. Non ricordandoli, non può rispondere. Chiede dunque di essere perdonato per il proprio errore, come per tutti gli altri dovuti alla propria sventura. Scrive al nunzio Girolamo Matteucci per impedire la stampa delle proprie rime (Rime del signor Torquato Tasso ultimamente composte nell'Alma Città di Roma, Venezia, 1589).Tasso è intento alla revisione delle opere, e fra le nuove, le vecchie, quelle modificate e quelle da riscrivere il risultato sarà costituito da molti libri, che il poeta allestirà se Dio gli concederà la salute. Ha bisogno tuttavia di libri, di abiti e soprattutto di denaro, e chiede dunque al Costantini cento scudi: spera di non avanzare richieste eccessive, ma lo prega di mandare almeno «la perla in anello», perché spera nella buona riuscita di una «mercanzia» sebbene il mondo gli sia «nemico in tutte le cose». Il poeta ritiene che i propri contemporanei non abbiano alcun riguardo nei suoi confronti. Non vuole scrivere al principe Pasquale Cicogna, doge di Venezia, e ai senatori, per non essere ritenuto presuntuoso o diffidente verso la loro grazia, ma non avrebbe voluto che il frutto delle sue fatiche finisse in possesso dei suoi nemici. Ad eccezione del destinatario della missiva, gli altri corrispondenti di Tasso non ne hanno soddisfatte le aspettative. Informa il Costantini, concludendo la missiva, dei pochi incontri con Claudio Angelini.

Edizioni
Nomi citati

Scheda di Chiara De Cesare | Ultima modifica: 26 novembre 2022
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/1079