Lettera n. 1015

Mittente
Tasso, Torquato
Destinatario
Cataneo, Maurizio
Data
3 settembre 1588
Luogo di partenza
Napoli
Luogo di arrivo
Roma
Lingua
italiano
Incipit
Iddio mi dia tanta pazienza, quanta ha voluto ch' io abbia tribulazione.
Regesto

Da Bergamo, Tasso ha ricevuto la sola risposta di Pietro Grasso, che è disposto a inviare alcune sue opere, fra le quali mancano, però, i libri del Poema eroico, perché il Licino li ha già spediti al Cataneo. Tasso avrebbe voluto esserne informato, e ritiene che il destinatario abbia avuto nei suoi confronti un comportamento ingiusto e gravemente offensivo, peggiore del rifiuto di pagarlo. In tanti, con il falso pretesto dell’amicizia, gli hanno sottratto gli scritti. Un principe giusto gli consentirebbe di attaccare gli altri impunemente, come risarcimento di tutte le volte in cui Tasso è stato offeso senza meritarlo. L’unica vendetta che chi scrive desidera è il perdono. Si scusa per aver scritto assecondando una giusta ira, senza freno. Il rispetto per il cardinale Albano (Giovan Girolamo Albano) sarà il suo freno. Tasso rinnova la richiesta dei libri, e aggiunge che Antonio Costantini gli ha riferito l’intenzione del Cataneo di far stampare le lettere di Tasso in Vaticano. Tasso non ha preferenze tra il Vaticano e Basilea, perché ovunque rispetterebbe il papa (Sisto V), ma dopo tutte le stampe scorrette, vorrebbe poter rivedere e correggere i suoi scritti.

Edizioni
Opere citate

Discorsi del poema eroico

Nomi citati

Scheda di Chiara De Cesare | Ultima modifica: 23 novembre 2022
Permalink: https://www.torquatotasso.org/lettere/1015